Cosa succede quando due persone scappano per 24h a Londra con una reflex con 3 obiettivi e flash esterno, la passione per le foto (da scattare), la passione per le foto (da farsi scattare) e tanto ammòre?
Cosa succede quando due persone scappano per 24h a Londra con una reflex con 3 obiettivi e flash esterno, la passione per le foto (da scattare), la passione per le foto (da farsi scattare) e tanto ammòre?

Allora, prima di provare a dare una svolta più intimistica al blog, mi preme fare il riassunto della situazione per chi arriva qui sopra nella speranza di trovare soluzioni ai problemi telecomunicazionali che devono affrontare.
Per quanto riguarda i privati, mi sento di suggerire Telecom se non hai voglia/tempo da perdere per stare appresso agli eventuali disservizi che si riscontrano: spiace dirlo, ma il canone (recentemente aumentato) che mamma telecom esige è tutto meritato perché se si hai problemi, e incappi nel tecnico giusto, ne riesci a risolvere la maggiorparte. Che poi uno debba pagare quei soldi a vuoto ogni mese per avere un’assistenza comunque appena sopra la sufficienza girano un po’ le palle, ma basta pensare che l’assistenza degli altri operatori non esiste (o comunque si appoggia a Telecom) per capire da soli qual è il male minore ![]()
Se invece ci capisci un po’ di tecnologia e puoi permetterti di perdere un po’ di tempo appresso ai problemi che dovessereo crearsi, il consiglio principale è: evita la fonia su VoIP. Quindi Fastweb (per la tipologia del servizio e perché non è tutto oro quello che luccica) te la sconsiglio. In teoria dovrei sconsigliarti qualsiasi gestore, ma in alcune particolari situazioni di congiuntura logistica e astrale positive, potresti abbonarti a Infostrada e Tele2 badando bene che il servizio sia erogato sulla classica PSTN (la volgare linea analogica che corre sul doppino di rame) con SOPRA l’ADSL, e non il contrario (VoIP su ADSL).
Per quanto riguarda i professionisti, invece, bisogna evitare come la peste Albacom/BT Italia (e ho sentito in giro che anche Fastweb non è da meno): tariffe altissime (e già questo dovrebbe bastare), assistenza a pagamento con 199 (anche se paghi 300 euro al mese di bolletta) che non funziona (sono tutti, ma proprio tutti, impreparati, basta fare due o tre telefonate di seguito per rendersi conto di quanto si contraddicano tra di loro; la cosa avviene anche con i call-center degli altri operatori, ma in percentuale moooolto più bassa); qualitativamente il servizio offerto (quando funziona) è di scarso livello se confrontato con gli altri operatori; appena sottoscritto il contratto inizia a cercare un buon avvocato specializzato in telecomunicazioni perché per farti rilasciare il tuo numero per passare eventualmente ad un altro operatore dovrai agire per vie legali… e non c’è garante o assoconsumatori che riesca a smuoverli da questa pratica malata!
Anche nel caso dei professionisti, mi sento di consigliare Telecom se non si vogliono avere patemi d’animo.
A breve dovrei avere la possibilità di provare il servizio business di Vodafone, quello della famosa Station che prende posto sulla mensola dei -pochi- trofei di Totti in casa Blasi… il condizionale è d’obbligo perché Albacom/BT Italia ancora non si è decisa a rilasciare la linea… incrociamo le dita
DISCLAIMER: post a metà tra il serio e il faceto…
Non sono particolarmente informato sul sushi/sashimi, però quando mi capita l’occasione di mangiarlo, lo faccio volentieri perché una delle cose che mi ha sempre contraddistinto è la curiosità: quindi se c’è da provare qualcosa di nuovo, in questo caso del cibo etnico, sono disposto a farlo compatibilmente con i miei limiti (non mi piace la roba troppo piccante, purtroppo non digerisco più come una volta peperoni&co, ecc.). Ora il sushi è solo un pretesto per parlare di qualcosa che nella cosiddetta blogosfera ho sempre visto fare ai danni di qualche mio conoscente e che stavolta è stato fatto a me. Tutto ha origine qui. Così, molto ingenuamente e candidamente, ho solo voluto condividere la mia piccola felicità quotidiana di provare un ristorante nippocinese approfittando del servizio di invio foto via email su FriendFeed appena attivato sul mio cellulare. Così, giusto per dire a chi mi legge “Ehy! sto provando sta cosa e ve la faccio vedere provando questa funzione del cellulare!”.
Non l’avessi mai fatto! E’ venuto giù il mondo (da queste parti si dice “è calato Cristo!” che forse rende meglio l’idea) e chi più chi meno, tutti mi han fatto la ramanzina perché, ORRORE, avevo osato accostare la parola sushi a un piatto con pietanze cinesi… Va bene, ok, mi scuso per l’errore, ma c’è modo e modo di additare di ignoranza una persona! E’ dovuto intervenire Stefano per poter vedere qualche sorriso associato alla sfilza di rimproveri (laddove non si è rasentato l’offesa). Forse qualcuno s’è reso conto dell’urina leggermente sul bordo del cesso e ha corretto il tiro spiegando che il rimprovero era per il mio bene, come si direbbe ad un bambino per insegnargli che quello si fa e questo no… Ok, quindi vi ringrazio pure per il cazziatone… Ma vi avverto che sbaglierò ancora! Perché non mi frega di sapere la differenza tra sushi e tempura o quelcazzocheé, quando e se vorrò, vorrò semplicemente mangiare quella roba lì e ricondividerò, sbagliando, la foto del mio bel piatto di schifezze orientali. Con buona pace dei guru delle pietanze nipponiche.
Che poi: nessuno mi ha mai cagato di striscio su FriendFeed, ora per una stupidaggine son riuscito a raggiungere ben 44 commenti, WOW! E pensare che di tutte quelle persone solo due mi han fatto gli auguri per il compleanno ieri… Non che fossero dovuti, per carità, ma forse le remore di Stefano sulla bontà della blogosfera dovrò cominciare a condividerle…
E comunque, alla fine era buono, per 10 euro vale la pena prendersi il cazziatone
27 e non sentirli (o quasi). Era un po’ che non scrivevo, un po’ perché son stato in faccende affaccendato un po’ perché non ne avevo molta voglia.
Perché ora sto scrivendo? Mi è tornata la voglia? No! Solo che in questo momento sto usando il blog per quello che è: un luogo mio dove scrivo quello che voglio io, anche uno sfogo. Anche una parolaccia. Cazzo!
Non so neanche se c’è ancora qualcuno che mi ha lasciato nel feedreader, credo gli irriducibili, e se il silenzio ha fatto selezione, ben venga, meglio pochi ma buoni
Anche perché mi son rotto i coglioni di leggere commenti ai miei post su telecomunicazioni, ADSL e quant’altro…
27 non sono tanti, c’è gente che potrebbe tranquillamente mandarmi a cagare perché mi lamento dei miei anni. Eppure non sono i 27 che immaginavo. Decisamente no. Alcuni cambiamenti successi nell’ultimo anno hanno spostato le coordinate della mia vita e pur facendo buon viso a cattivo gioco, inconsciamente iniziano a mancarmi quelle coordinate, quei punti fermi necessari e in cui credevo. Nulla di irreversibile, per carità, però il dispiacere e la delusione sono fortemente presenti nel mio atteggiamento verso la vita in un modo così accentuato da farmi sorridere a mezza bocca da qualche mese a questa parte… Però è sempre un sorriso, anche se a metà
Forse sto diventando o sono diventato grande in questo periodo di difficoltà, magari un po’ tardi rispetto ai miei coetanei, ma credo di poter ripartire da alcune basi che dovrebbero permettermi di spostare solo un po’ più in la le coordinate senza perderle del tutto.
Credo che con un po’ di buona volontà si possa riuscire a ricostruire quello che si è rotto, visto che dopo tutto le idee per costruire ci sono.
Credo che dovrò imparare un po’ la cosiddetta “arte di arrangiarsi” senza però dover sputtanarmi troppo, visto che le minime basi di cui parlavo ci sono.
Credo che tutto quello che devo e dovrò fare, in due, sarà più leggero da affrontare.
Tutto sommato, ancora ci credo…
… ma perché mi vien da scappare dai socialcosi prima dell’invasione di massa appena qualcuno che non c’entra niente con la mia vita da blogger (né con i computer, in realtà) mi aggiunge tra i suoi contatti? Dovrò abbandonare anche Twitter?