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	<title>Commenti a: Guardo il calcio da un oblò&#8230;</title>
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	<description>Bloggare è un piacere... se crea problemi, che piacere è?</description>
	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 22:43:19 +0000</pubDate>
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		<title>Di: sotér</title>
		<link>http://www.atempoperso.net/2007/02/04/guardo-il-calcio-da-un-oblo/#comment-5</link>
		<dc:creator>sotér</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 13:38:46 +0000</pubDate>
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		<description>D'accordissimo, piuttosto che "repressive" le misure dovrebbero essere "preventive". Allora perché (rimanendo in ambito calcistico) il famoso, e per certi versi rompicoglioni, &lt;em&gt;decreto Pisanu&lt;/em&gt; che prevede tutta una serie di misure ed adeguamenti atti a garantire la ormai utopistica sicurezza negli stadi, è stato puntualmente disatteso? Io credo che il rinomato modello inglese possa essere una soluzione. E sarebbe da sciocchi pensare che sia impossibile applicarlo in italia per la "cultura alla violenza" che gli stessi ultras qui da noi hanno, perchè non mi sembra che gli hooligans, quando in giro per l'Europa, non combinino danni.
Generalizzando, sono ancora d'accordo sul fatto che ormai la tranquillità sia un lontano ricordo. Prendendo ad esempio il tuo caso, Chieti effettivamente può essere considerata un'isola felice, perchè per come l'ho vissuta (da studente universitario) ho potuto constatare che alle 2 di notte in giro per il corso (inesorabilmente deserto, ma questa è un'altra storia) o magari alla Villa non assiepato dietro le colonne per non destare sospetti, la tranquillità regna sovrana.
Ho origini pugliesi, precisamente di Bari, e pur essendovi vissuto poco, ogni volta che torno posso fare il confronto con la realtà Abruzzese e Molisana (dove ho vissuto per diversi anni): ebbene, io alle 2 di notte in giro per Bari, ho letteralmente paura, perchè si respira aria di terrore. Sarà che mi sono abituato bene in Molise, dove la gente lascia tranquillamente la chiave attaccata alla porta di casa per evitare di alzarsi ad aprire ad ogni scampanellata, però sin da piccolo, quando scendevo dai parenti, ho sempre percepito il fastidio di trovarmi in una città non mia e soprattutto pericolosa. E da quello che mi raccontano miei amici di diverse zone (non necessariamente del Sud), tale situazione di disagio negli ultimi anni si può avvertire un po' in tutte le città.
Benvengano, quindi le iniziative educative per migliorare la società, però penso che tutto sommato la volante della Polizia che fa il giro di corso Marrucino ogni mezz'ora non renda una città così militarizzata da sentirsi soffocati.
Fermo restando che, come nel tuo episodio che ho citato, la tensione effettivamente assottiglia la linea che divide i &lt;em&gt;buoni&lt;/em&gt; dai &lt;em&gt;cattivi&lt;/em&gt;.
PS: grazie per il primo commento del blog :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>D&#8217;accordissimo, piuttosto che &#8220;repressive&#8221; le misure dovrebbero essere &#8220;preventive&#8221;. Allora perché (rimanendo in ambito calcistico) il famoso, e per certi versi rompicoglioni, <em>decreto Pisanu</em> che prevede tutta una serie di misure ed adeguamenti atti a garantire la ormai utopistica sicurezza negli stadi, è stato puntualmente disatteso? Io credo che il rinomato modello inglese possa essere una soluzione. E sarebbe da sciocchi pensare che sia impossibile applicarlo in italia per la &#8220;cultura alla violenza&#8221; che gli stessi ultras qui da noi hanno, perchè non mi sembra che gli hooligans, quando in giro per l&#8217;Europa, non combinino danni.<br />
Generalizzando, sono ancora d&#8217;accordo sul fatto che ormai la tranquillità sia un lontano ricordo. Prendendo ad esempio il tuo caso, Chieti effettivamente può essere considerata un&#8217;isola felice, perchè per come l&#8217;ho vissuta (da studente universitario) ho potuto constatare che alle 2 di notte in giro per il corso (inesorabilmente deserto, ma questa è un&#8217;altra storia) o magari alla Villa non assiepato dietro le colonne per non destare sospetti, la tranquillità regna sovrana.<br />
Ho origini pugliesi, precisamente di Bari, e pur essendovi vissuto poco, ogni volta che torno posso fare il confronto con la realtà Abruzzese e Molisana (dove ho vissuto per diversi anni): ebbene, io alle 2 di notte in giro per Bari, ho letteralmente paura, perchè si respira aria di terrore. Sarà che mi sono abituato bene in Molise, dove la gente lascia tranquillamente la chiave attaccata alla porta di casa per evitare di alzarsi ad aprire ad ogni scampanellata, però sin da piccolo, quando scendevo dai parenti, ho sempre percepito il fastidio di trovarmi in una città non mia e soprattutto pericolosa. E da quello che mi raccontano miei amici di diverse zone (non necessariamente del Sud), tale situazione di disagio negli ultimi anni si può avvertire un po&#8217; in tutte le città.<br />
Benvengano, quindi le iniziative educative per migliorare la società, però penso che tutto sommato la volante della Polizia che fa il giro di corso Marrucino ogni mezz&#8217;ora non renda una città così militarizzata da sentirsi soffocati.<br />
Fermo restando che, come nel tuo episodio che ho citato, la tensione effettivamente assottiglia la linea che divide i <em>buoni</em> dai <em>cattivi</em>.<br />
PS: grazie per il primo commento del blog <img src='http://www.atempoperso.net/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Di: Maxime</title>
		<link>http://www.atempoperso.net/2007/02/04/guardo-il-calcio-da-un-oblo/#comment-4</link>
		<dc:creator>Maxime</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 13:18:19 +0000</pubDate>
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		<description>Comunque, con le leggi attuali, c'è già l'arresto per i tifosi violenti che vengano identificati (il problema è che chi fa pare di gruppi organizzati si camuffa indossando jeans, scarpe sportive, felpe con cappucci alla "diabolik", occhialoni da sole e sciarpe che avvolgono bocca e naso) e c'è già la responsabilità delle società (responsabilità civile, e non penale, altrimenti non ci sarebbe più nessun presidente a fare calcio e rischiare la galera per colpa di altri).

Il problema è che si continua a pensare a misure REPRESSIVE, anziché rendersi conto che siamo arrivati ad un punto in cui i diritti basilari non ci vengono garantiti, non siamo sicuri di tornare a casa vivi passeggiando dopo una certa ora in alcune zone delle città, accettiamo per quieto vivere (e per non rischiare una coltellata alla schiena) la maleducazione e la prepotenza altrui. D'altronde la gente fuori di testa c'è allo stadio come c'è anche in un tranquillo condominio (vedi strage di Erba).

Interveniamo nelle famiglie e nelle scuole, torniamo ad educare i nostri figli, facciamo in modo che gli idioti vengano allontanati come naturale evoluzione di un ritorno ai giusti valori. La repressione porterà solo ad accentuare una guerra tra ultrà e polizia che è in corso da sempre (e capita anche che a provocare ed a scatenare i casini siano gli stessi poliziotti).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunque, con le leggi attuali, c&#8217;è già l&#8217;arresto per i tifosi violenti che vengano identificati (il problema è che chi fa pare di gruppi organizzati si camuffa indossando jeans, scarpe sportive, felpe con cappucci alla &#8220;diabolik&#8221;, occhialoni da sole e sciarpe che avvolgono bocca e naso) e c&#8217;è già la responsabilità delle società (responsabilità civile, e non penale, altrimenti non ci sarebbe più nessun presidente a fare calcio e rischiare la galera per colpa di altri).</p>
<p>Il problema è che si continua a pensare a misure REPRESSIVE, anziché rendersi conto che siamo arrivati ad un punto in cui i diritti basilari non ci vengono garantiti, non siamo sicuri di tornare a casa vivi passeggiando dopo una certa ora in alcune zone delle città, accettiamo per quieto vivere (e per non rischiare una coltellata alla schiena) la maleducazione e la prepotenza altrui. D&#8217;altronde la gente fuori di testa c&#8217;è allo stadio come c&#8217;è anche in un tranquillo condominio (vedi strage di Erba).</p>
<p>Interveniamo nelle famiglie e nelle scuole, torniamo ad educare i nostri figli, facciamo in modo che gli idioti vengano allontanati come naturale evoluzione di un ritorno ai giusti valori. La repressione porterà solo ad accentuare una guerra tra ultrà e polizia che è in corso da sempre (e capita anche che a provocare ed a scatenare i casini siano gli stessi poliziotti).</p>
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