La TVblog del futuro

Non credo di esagerare se dico che questa qui sarà la TV del futuro prossimo. E non credo di sbagliare di molto se dico che NetTV non è altro che l’esacerbazione positiva del fenomeno blog, laddove i media cartacei non sono stati in grado di cogliere le opportunità (anche se qualcuno, pur in ritardo, si sta muovendo).
A partire dall’intuizione di Mogulus (qui altre informazioni in italiano), che offre una piattaforma immediata per il broadcasting personale, fino ad arrivare al nuovo portale della Rai, passando per i vari YouTube, Metacafè e GoogleVideo. Certo, di strada da fare ce n’è (mai mettere limiti alla provvidenza tecnologica), come per esempio sotto il profilo della compatibilità e dell’usabilità, ma se il buongiorno si vede dal mattino, direi che finalmente si è intrapresa la strada giusta per arrivare alla reale fruizione del mezzo televisivo, over-IP od over-coassiale che sia!
Finalmente si è arrivati al punto di poter offrire un vasto ventaglio di contenuti televisivi accessibili, a pagamento o aggratise, quando e dove si vuole. I tentativi fatti negli anni non si contano più: non ho la mente molto fresca, ma se non vado errato (e limitatamente alla mia scarsa esperienza) uno dei primi a proporre la cosiddetta TV-on-demand fu Stream con la sua fibra ottica, poi fagocitata da/spartita tra Fastweb e Telecom. Dopo questo mezzo esperimento, si approdò alle varie Pay-per-view satellitari e, ai giorni nostri, alle offerte on-demand delle stesse Fastweb e Telecom. Una genialata per potenziare ancor di più il concetto di vedo quello che voglio quando voglio è stato il MySky, anche se ancor poco diffuso qui da noi, con buona pace di Gianluca Vialli che ce lo proponeva ad ogni intervallo di partita e/o film.
Però mancava ancora qualcosa… Secondo me si sentiva il bisogno della partecipazione attiva alla creazione del proprio palinsesto, sia dal punto di vista dello spettatore (libero di poter comporre il proprio puzzle di trasmissioni) che dal punto di vista del fornitore (che mette a disposizione i pezzi del puzzle): insomma, una specie di video-Feed.
E in questo sta la vera novità di Mogulus e, nel nostro piccolo (ma neanche tanto, visto come si sta sviluppando egregiamente) di NetTV: fornire contenuti che lo spettatore sa di poter vedere come e quando vuole. E dal lato dei produttori dare la possibilità a chiunque di creare le proprie trasmissioni, senza dover per forza chiamarsi Murdoch.
A questo punto viene da porsi il dubbio: e la garanzia di professionalità che fine fa? Certo, è più facile dare credibilità a Giorgino col suo bel faccione sulla Rete Ammiraglia che non a un nerd (senza offesa per nessuno) che spiega come interfacciare un database MySQL ad Apache con PHP! Eppure mi vien da dire che una possibilità al nerd bisognerebbe darla, giusto per sentire cosa ha da dire e se lo dice bene. Tanto poi, almeno in rete, la comunità fa il suo dovere con del.icio.us, OKNotizie, ecc.
Se poi un quarto (o forse più) di Itala non fosse castrata dall’unica possibilità di collegamento via 56k, allora sì che la fruizione sarebbe totale. Ma qui entrano in gioco altri fattori che non sto qui ad aggiungere.
Magari arrivo tardi e sono anche parziale (proprio ora mi è venuto in mente ICTv), lo so. Questo tipo di riflessioni le faccio sempre a tempo perso… Però ci tenevo a dire la mia a proposito di un fenomeno che secondo me tenderà a cambiare la TV come la concepiamo oggi.









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