Quale pubblicità?

Diciamocela tutta, noi micro-blogger: con AdSense riusciamo a malapena a comprarci un panino al mese, ma con pane raffermo e prosciutto nostrano salatissimo! Io son riuscito a racimolare la bellezza di 17,66 € in tre anni (aggiornato alla data di questo post) con 3 siti: quasi 2 € all’anno per sito! Ma non mi lamento, non sono un webmaster, non ho aperto i siti per guadagnarci (certo, non mi sarebbe dispiaciuto ripagarmi almeno delle spese di hosting), però alcuni atteggiamenti di Google mi preoccupano perché non mi va di trovarmi bannato prima di poter riscuotere solo perché i 3 siti di cui sopra sono blog e di conseguenza gli IP che cliccano (eventualmente) sui miei banner, gira e rigira, son sempre quelli (sempre per rimanere nella buonafede che non ci siano buontemponi che si divertono a cliccare ripetutamente sullo stesso banner solo per il gusto di farmi cancellare l’account… Non oso pensare alle schiere di dipendenti del Corriere.it o della Repubblica.it assunti per passare la giornata a cliccare sugli annunci del giornale concorrente per farlo bannare. Ma li ci sono troppi soldi in gioco, vero Google?). Non ce l’ho contro Google, ma ultimamente ne sto sentendo di cotte e di crude su un’azienda che era partita con tanti buoni propositi e che poco a poco sta costruendo il suo monopolio (prima delle ricerche, ora -in modo strettamente connesso- della pubblicità) e da monopolista inizia a comportarsi.

Si, vabè, ma allora che faccio?

  • Potrei togliere la pubblicità, tanto per quello che guadagno… Si, non è male come soluzione, non mi cambierebbero nulla quei 17,66 €, eppure al di là della piccola soddisfazione personale di quantificare il proprio lavoro-hobby, sono un romantico e penso che le pubblicità contestuali siano un’opportunità in più per i miei lettori di venire a conoscenza di siti attinenti ai miei contenuti.
  • Mi sparo un po’ di guadagno facile con i Text-Link-Ads (come per esempio tramite LinkLift.it), però oltre a temere le ire di Google, tutto sommato rischio di compromettere il sistema che dà da mangiare a tutti (me compreso).
  • Vado in cerca di alternative compatibili con Google e le sue SERP (è inutile girarci ipocritamente attorno, se si vuole il blog/sito letto da sempre più persone, bisogna capitare nelle prime pagine di ricerca del motore di ricerca della GrandeG) come sembra essere Oxado (occhio che questo link cela un referrer :-D ).

Voi che fate? Come vi organizzate per la pubblicità (eventuale) sul vostro blog?

11 Commenti

  1. 1

    In realtà basta non barare ed essere fortunati: Essere bannati è facile, anche se non si effettuano click fraudolenti.. è capitato a me, ad esempio, di far molti refresh (Causa aggiornamento di wordpress fallito) e per poco non ci rimanevo fregato..

    Poi basta mettere gli adsense dentro gli articoli e non solo sopra e nella barra laterale: Onestamente ho perso circa 6 secondi a trovarli.. il che è tanto! :D devi integrarli con il sito sennò nessun guadagno. Certo, meno ne metti più guadagni.. i click di prima mattina generano più $.. queste sono cose che si sanno… Ma meglio contare sulla quantità, che in percentuale genera più click: A mio parere, non si diventa ricchi, tranne se non hai veramente cul°… :D

    Comunque io la penso così: Google sta esagerando, soprattutto contro la concorrenza… Poi bloggare è una passione.. prima i visitatori.. poi adsense.. poi si studia :D

    Se mi dovessero bannare, credo che continuerei senza pubblicità… non sono i 100$, che fanno comodo certo, che ti fanno diventare ricco…

    Ciao e a presto!

    9 Ott 2007 16:37

  2. 2

    Ciao Alessandro, benvenuto!
    Vedi, il problema è che il fatto o meno che tu stia barando lo decide Google: ora, lasciando perdere gli errori personali nel refreshare continuamente i propri siti per manutenzione (a tal proposito, se usi Firefox ti consiglio di aggiungere AdBlockPlus per bloccare la pubblicità dei tuoi siti, in modo da togliere qualche scusa a Google per bannarti ;-) ), direi che la poca trasparenza delle decisioni della GrandeG derivi anche dal fatto che sta cercando di canalizzare gli inserzionisti (e i publisher) verso le proprie soluzioni, non ammettendo di fatto altre forme di pubblicità. Il caso di RobinGood che ho linkato è eclatante (oltre che dettagliato): sinceramente ero propenso ad inserire Ad-Links nel blog, ma poi documentandomi ho visto come sia penalizzante questa pratica. A che mi serve prendere 10 euro sicuri al mese, se poi vengo penalizzato in visibilità?
    Ecco, di tutta questa faccenda non trovo trasparente il comportamento di Google, che abusa della sua posizione monopolista nelle ricerche per tacciare come bari blogger (o chi per loro) che vorrebbero semplicemente ricavare qualcosa dal loro hobby.
    Come già detto, il concetto secondo il quale se metto text-link pubblicitari altero i riscontri di Google nei referrer può essere giusto o sbagliato, ma piuttosto che fare la voce grossa abbattendo il pagerank dei siti che usano questi sistemi pubblicitari, o bannare senza possibilità di appello gli account dei propri utenti, potrebbe cercare di informare le stesse altre agenzie pubblicitarie che quello che fanno, secondo i suoi canoni, non è corretto.
    Ho visto un po’ come funziona LinkLift, e non mi sembra affatto malvagio come sistema: in sostanza pubblichi links relativi a siti che preventivamente hai scelto da una categoria che possa aver a che fare con i contenuti del tuo blog. Né più né meno che farsi pagare per il proprio blogroll. Google dovrebbe declassare tutti i blog con blogroll?
    Onestamente mi sembra solo la reazione di un’azienda che ha notato come la micro-fauna di blogger tragga maggiori profitti da sistemi alternativi al suo advertising: reazione pienamente consapevole del proprio potere monopolistico, perché piuttosto che trovare il modo di rendere più flessibile il proprio algoritmo di indicizzazione, preferisce punire i colpevoli (che, ripeto, nella maggior parte dei casi sono piccoli blogger).
    Ma non si può pretendere che Google spenda soldi investendo in un sistema di indicizzazione che permetta la coesistenza pacifica dei servizi text-links col suo adsense mantenendo la stessa affidabilità del suo motore di ricerca… Sarebbe un investimento a perdere.

    9 Ott 2007 17:04

  3. 3

    Pur tirando su qualcosina con Adsense (diciamo abbastanza da pagarci l’hosting e una birra al mese), mi sono accorto che vendere link rende molto di più e soprattutto ha una rendita fissa (tot euro al mese indipendentemente da tutto) e con questi posso già cominciare a pagarmi qualche vizio (che so: videogiochi o cazzatine comprate su ebay) e penso che se ne stiano accorgendo un po’ tutti quelli che hanno siti medio/piccoli.
    Dato che questi sono proprio questi siti principali che pubblicano la pubblicità di Google immagino che alla “grande G” un po’ si stiano preoccupando e quindi abbiano cominciato preso provvedimenti.
    Ironico il fatto che chi vende textlink si deve basare su un parametro stabilito dalla “concorrenza” ovvero il pagerank.
    Dal canto mio non vedo cosa ci sia di male a vendere “visibilità sui motori di ricerca” dato che comunque non è che permetto proprio a “cani & porci” di mettere un link sui miei spazi. Infatti ho anche un maggior controllo sui textlink che vendo rispetto alle pubblicità che compaiono sugli adsense, che potrei anche non trovare adatte al mio sito…

    10 Ott 2007 14:39

  4. 4

    “Dato che questi sono proprio questi siti principali che pubblicano la pubblicità di Google immagino che alla “grande G” un po’ si stiano preoccupando e quindi abbiano cominciato preso provvedimenti.”

    azz come l’ho scritto male il commento qua sopra: devo smetterla di scrivere i commenti a rate mentre faccio altro ;-)

    10 Ott 2007 14:46

  5. 5

    Il discorso continua qui

    11 Ott 2007 13:26

  6. 6

    Ciao Salvatore, ti dico la mia.
    Usare Adsense su un blog completamente amatoriale, non porterà nessun risultato economico tangibile, come hai detto 17 euro in tre anni sono praticamente nulla.
    Se vuoi fare introiti con Adsense devi avere un discreto numero di pageviews, tanti unici giornalieri, e banner in posizioni studiate. Insomma c’è da studiarci un po su, e se dobbiamo lavorarci non potremmo più parlare di blog amatoriale, sarebbe a tutti gli effetti un impegno.

    Se vuoi ripagarti l’hosting, fai prima a vendere link testuali affidandoti ai servizi che hai citato (Linklift, TextLinkAds etc…) oppure muovendomi autonomamente stabilendo un prezzo in base alle caratteristiche del tuo sito, magari raffrontandoti con chi altri blogger che hanno praticato questa scelta.

    Tutto rigorosamente IMHO, ma testato sulla mia pelle.

    Ste

    13 Ott 2007 01:07

  7. 7

    Ciao Ste, dunque, vediamo un po’… come ho detto in giro per altri blog, bisogna vedere, secondo me, se vale la pena sacrificare il proprio PageRank per i 15 euro fissi mensili con LinkLift. Mi spiego: io metto LinkLift che col mio modestissimo PageRank mi permette di avere guadagni di circa 15 euro/mese/link. Google mi scopre e mi abbassa il PageRank. LinkLift lo scopre e mi abbassa gli introiti mensili. Morale della favola: finché Google non mi abbassa il PageRank prendo i miei dindini, poi però il guadagno diminuisce e, cosa peggiore secondo me, perdo visibilità nei suoi indici. Quindi per ora mi son buttato, oltre che sul già collaudato AdSense, anche su Oxado che sembra abbastanza rispettoso delle regole di Google.
    Per quanto riguarda l’autonomia, oddio, non mi i vedo ad andare in giro per blog a offrire il mio spazio, non foss’altro perché poi mi sentirei obbligato a scrivere con una certa regolarità e con contenuti degni di nota: ma poi potrò ancora chiamare questo mio orticello blog?
    Qua mi sa tanto che se mi va bene, riesco a prendermi un bel panino raffermo con prosciutto crudo salato! :-D
    PS: m’arcummann, rimettiti ;-)

    13 Ott 2007 01:38

  8. 8

    Allora, penso che il PageRank come indice di valutazione è destinato a sparire a breve, vuoi per la vecchiaia dell’algoritmo vuoi per i nuovi modelli di business che sono nati negli ultimi tempi in seno agli algoritmi di Google.

    Vediti ad esempio il Trustrank (link) , a breve si vocifera che entrerà in regime non si capisce se in connubbio con Pagerank o sostituendolo completamente.

    Penso che in futuro i competitor dell’advertising di Google, si adatteranno rispettando le policy, dopo tutto la vendita di Link funziona perchè esiste Google e la sua SERP.

    Ste

    13 Ott 2007 18:10

  9. 9

    Stefano Perfetto, col TrustRank in teoria ci potremmo avvantaggiare dei servizi di vendita di links pubblicitari e ad essere penalizzati sarebbero proprio i sistemi alla AdSense: con questo nuovo algoritmo vale molto la fiducia del link in uscita invece che la qualità (data dal PageRank). Sai che penso? Con i link pubblicitari e con il sistema usato ora per questi circuiti, la possibilità di scelta dei link da parte del publisher è fondamentale per mantenere alta la fiducia sulle proprie pagine linkando pagine altrettanto fiduciate, mentre sarebbero penalizzati i sistemi come AdSense proprio per lo scarso controllo che si ha sui link che Google propina sul nostro sito. Certo, la cernita a monte degli inserzionisti da parte di Google dovrebbe evitare a qualche sfiduciato di capitare tra la nostra pubblicità, ma come si fa a garantirlo? Molto meglio intervenire direttamente con la scelta diretta da parte del publisher…
    Non mi stupirei se tra qualche mese, con l’eventuale ufficializzazione del TrustRank, sentiremo parlare di Text-Link-Ads acquisita da mamma Google :-D
    Comunque, grazie per il link (mi son permesso di tagliarlo), appena posso approfondisco la questione ;-)

    13 Ott 2007 18:40

  10. 10

    A proposito del monopolio di google il video di Marta
    http://www.videomarta.com/google-il-monopolio/#comments

    22 Nov 2007 15:00

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