
Eeeeh, le notti di studio… Ho sempre avuto un approccio periodico alle notti di studio, nel senso che va a periodi: mi ricordo i tempi d’oro in cui prima di pronunciare la parola libretto potevo tranquillamente mettere l’aggettivo bel davanti, ché in effetti era un gran bel libretto… Era… Ormai i sogni di Gloria son svaniti (e un po’ anche i miei), son tornato con i piedi per terra e mi sto accingendo a togliermi il prossimo ostacolo tra me e il lavoro (non dico l’ultimo perché non si sa mai cosa ti riserva la vita…), quello vero, quello sudato, quello con la partita IVA, i mutui e i leasing… Sinceramente non vedo l’ora, e sinceramente dovevo essere lì a sudare già da un pezzo, ma ho voluto concedermi il lusso di godermi un po’ di più questo periodo universitario che per quanto qualcosina mi abbia tolto (soprattutto alcune fiabesche illusioni), sta finendo con un bilancio decisamente positivo.
Dicevo, le notti di studio, quelle estive che ho passato allo Scalo a combattere con le zanzare che si davano appuntamento sotto la lampadina a risparmio energetico e a lunga durata, così lunga che ancora non la cambio! Si studiava di notte, ché di giorno si faceva altro. E per altro non intendo andare a lezione o in laboratorio, ma semplicemente far finta di leggere qualche fotocopia sdraiato al sole delle 15 sul prato del Campus di Chieti mentre le formiche ti risalivano lungo le braccia e l’erba tagliata da poco dipingeva affreschi sulle polo bianche…
Oppure di notte d’inverno, con il vento gelido che prima prendeva a spallate la serranda abbassata facendole ballare (e suonare) un merengue e poi riusciva a infilarsi in ogni orifizio della finestra che col suo fischio ti avvertiva che nulla avrebbe potuto quello striminzito termosifone contro il freddo che avanzava prepotentemente… E io lì con solo gli occhi fuori dall’imbacuccamento a perdere la vista su reazioni di Diels-Alder e profili di solubilità della lidocaina.
Ecco, un po’ mi manca studiare di notte. Però c’ho sonno, oh! Ormai c’ho una certa età…
Il dubbio mi era già venuto dopo aver verificato gli screenshots presi con l’ottimo servizio BrowserShots, poi ho avuto una mezza conferma visualizzando con Firefox sotto Linux il blog, e infine è giunta la triste condanna dal buon Maxime che mi ha mandato uno screenshot dal suo Mac. In poche parole, la carina idea di piazzare un orologio funzionante in Flash lì in alto nell’header che richiamasse il concetto di Tempo perso caro a questo blog è naufragata miseramente nei meandri della portabilità/compatibilità con altri sistemi diversi dall’accoppiata FF/WinXP.
Ecco come dovrebbe essere:

Ed ecco invece com’è sul Mac (con Safari) (ma anche con FF non si vede bene):

Ebbene, c’è qualche anima pia che passando da queste parti possa indicarmi una soluzione al problema o semplicemente un sito dove poter prendere un bell’orologio a lancette in Flash/Javascript portabile?
Grazie e buona lettura!
PS: ne approfitto per fare un po’ di pubblicità ad una blogger emergente che merita un appoggio in più: Milla ha ricevuto la candidatura (o nomination) come Z-blogger femminile ai Z-Blog awards di Sw4n. Se avete 5 minuti e volete andare a votare, occhio che lei nell’elenco non è in ordine alfabetico, quindi scorrete per benino il menù a tendina in questione
Eccetera eccetera… Non mi dilungo oltre, dico solo che quella mezz’oretta giornaliera di tempo libero invece di sciusciarmela in giro per la ridente Pescara me la sono giocata al pc per partorire sto popò di tema
Inutile dire che almeno per i primi tempi è tutto in fase di ristrutturazione, quindi se notate qualcosa di sbagliato, fatemi sapere.
PS per Stefano Mainardi: no, non si vede bene sul Touch
UPDATE: ok, ho finito di mettere a posto il grosso, ci tenevo a condividere in modo più incisivo i post che leggo dai miei feed e che secondo me sono meritevoli di lettura. Non mi resta che sistemare qualche dettaglio rigorosamente a tempo perso… 
Va bene, aspetto qui, dammi la borsa che te la reggo io…
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Si, questo qui ti sta bene, forse un po’ grande, ma non è male…
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Già… -annuendo con la testa mentre ci si scambia due sguardi compassionevoli con i colleghi di reparto-camerino che son lì fuori dalla tenda, chi col cappotto col topo attaccato al cappuccio, chi con la borsetta dove non entra manco un assorbente interno mini, chi più sfortunato con entrambi, che ogni 2 minuti circa alzano gli occhi al cielo fissando il soffitto e sbuffando come se stessero studiando l’infrastruttura del negozio non trovandola di loro gusto, e buttando di tanto in tanto l’occhio languido verso quella lontanissima chimera… l’uscita!-
Si, scusa, ero distratto, bello pure questo (purché usciamo di qui!)… Dici di no? Vuoi provare l’altro? Ok…
Va’ quel pirla col biemmevùtrevventiD che prima m’ha sverniciato sui 200km/h che ora passa sotto l’occhio vigile del tutor a 90 all’ora con tutta la fila indiana che crea… GUARDA CHE IL LIMITE E’ 130, COGLIONE! E NO, PASSANDO A 90 ORARI NON RIESCI A COMPENSARE I 200 FISSI CHE HAI TENUTO PER 100 KM!!!