4 Marzo 2008
PageRank zero!
Cazzo!
Non so se qualcuno è riuscito a vedere il rinomato quanto stantio Festival di Sanremo 2008, ma spero che almeno i veri amanti della musica abbiano gustato il Dopofestival degli Elii ottimamente supportati da una sorprendente Lucilla Agosti che secondo il sottoscritto non ha mai brillato su All Music e invece alla fine è riuscita ad essere una preparata e competente presentatrice di programma musicale senza farsi schiacciare dai suddetti Elii (e il rischio era alto!)… Ebbene, tutto ciò per sottolineare, se fosse ancora necessario, la qualità del Dopofestival che ha regalato spunti di approfondimento su tutto il contorno del Festival e del mondo discografico italiano più in generale e ottima musica fatta dagli Elii con l’insuperabile arrangiamento di un Rocco Tanica Bracardi quanto mai in forma; ma soprattutto degli sfiziosi e inaspettati incontri musicali estemporanei che hanno regalato momenti di rivalutazione (almeno per quanto mi riguarda) di alcuni cantanti:
Ben intesi, MOMENTI di rivalutazione, appena finisce il video torno a maltrattare i cantanti di cui sopra (in verità, Gazzé lo maltratto di meno
). Fatto sta che è innegabile che il Dopofestival quest’anno sia stato di gran lunga migliore del Festival stesso, nonostante le messe in onda mattutine. E’ un esempio di come un programma fatto per se stessi (perché diciamolo tranquillamente, gli Elii han fatto un programma da musicisti a musicisti per divertirsi, cercando di portare in TV quello che accade in giro per i locali di Sanremo a notte fonda o magari negli alberghi nella settimana del Festival con improvvisazioni e jam session che secondo me sono l’unica cosa per cui valga la pena che sto festival continui a trascinarsi avanti stancamente…) possa avere successo.
Detto ciò, l’ultimo album degli Elii è suonato come al solito da Dio e si lascia ascoltare molto volentieri, ma fa un po’ cagare… senza offesa, eh!
Questo è un post di servizio per rendere noto un importante comunicato per tutti quelli che possedendo il portatile Asus W1Vb e volendovi installare Linux, arrivano su questo blog cercando la guida che un tempo scrissi per l’installazione di Ubuntu su detto portatile…
LASCIA PERDERE! La guida l’ho tolta perché ormai non uso più Ubuntu sull’Asus, quindi oltre ad essere obsoleta sarebbe rimasta una predica nel deserto, visto che comunque non potrei dare alcun aiuto in merito.
Il motivo per cui ti sconsiglio di installare Ubuntu è lo stesso per cui hai sempre pensato che i soldi spesi per quel gioiellino che è l’Asus W1Vb erano ben spesi, se non fosse che quella dannata ventolina sta sempre lì a ronzare se non fischiare per colpa del pessimo sistema di dissipazione che pretende con una misera ventolina di 8cm e un paio di tubi in rame di raffreddare un vecchio Centrino e una Ati X700. Già con Windows ti sarai accorto che è un continuo martirio alle orecchie, oltre che una preoccupazione per il cuore visto che sovente il Centrino supera gli 85 gradi. Ebbene, con Ubuntu è peggio! La ventolina schizza al massimo della velocità, e del rumore, già appena acceso il portatile, e le temperature con così alte che puoi tranquillamente spegnere i termosifoni a casa quando usi l’Asus per più di un’ora (se riesci a usarlo proficuamente con quel fischio nelle orecchie). Inoltre il modulo TV non son riuscito mai a farlo andare come si deve, e neanche la sospensione del sistema funziona bene, quindi ti chiedo (a meno che tu non abbia soldi e tempo da spendere): perché perdi tempo ancora con l’ei fu gioiellino della Asus quando puoi prenderti tranquillamente un DELL usato con pressoché le stesse caratteristiche del W1Vb e installarci sopra tutte le distribuzioni che vuoi (e se ci riesci, anche Mac OS X)? ![]()
Ti rendi conto che hai tenuto il computer spento per troppo tempo quando anche Google Reader smette di tenere il conto dei feed non letti… Oggi, comunque, riesco a vedere la luce in fondo al tunnel, benedetta ciprofloxacina ![]()